Dati Tecnici e Caratteristiche dell’Obbligazione
- Emittente: Repubblica d’Austria (titolo di Stato estero)[1]. Ammontare emesso €2.000.000.000[2].
- Cedola: 0,85% annua, tasso fisso con pagamento annuale[3]. (Cedola nominale molto bassa rispetto a titoli standard, data la natura ultra-lungo termine).
- Scadenza: 30 giugno 2120 – durata residua ~95 anni[4]. È un’obbligazione secolare, con rimborso finale previsto nel 2120.
- Valuta: Euro (EUR) sia per negoziazione che regolamento[5].
- Prezzo di mercato attuale (novembre 2025): ~31 (per 100 di valore nominale). Ad esempio, ultimo prezzo ~31,29 € al 18/11/2025[6], corrispondente a circa il 31% del valore nominale.
- Rendimento Effettivo a Scadenza (YTM): ~3,1% lordo (circa 2,83% netto per investitori soggetti a tassazione domestica)[7]. Questo YTM riflette il grande scarto di prezzo sotto la pari e la lunghissima durata.
- Modalità di rimborso: Rimborso unico a scadenza (titolo plain vanilla senza ammortamenti) al 100% del nominale[8]. In altre parole, l’intero capitale è restituito in un’unica soluzione il 30/06/2120.
- Mercato di quotazione: Borsa Italiana – MOT (segmento EuroMOT)[5], con taglio minimo negoziabile €1.000[9]. Ciò rende il titolo accessibile anche a investitori retail (sebbene la natura e il rischio siano peculiari, come descritto di seguito).
Nota: La Data Godimento è 30/06/2020[10], con prima cedola staccata il 30/06/2021 (cedola annuale). Il prezzo è quotato “corso secco” (senza conteggio del rateo cedola)[11], e il rateo maturato al momento dell’acquisto va aggiunto separatamente.
Analisi Finanziaria: Rischio di Tasso, Duration e Volatilità
L’obbligazione Austria 2120 presenta un rischio di tasso di interesse estremamente elevato, a causa della sua durata ultracentenaria e della cedola minima. Il parametro chiave è la duration modificata, indicata in circa 38 (al novembre 2025)[12].
Ciò significa che una variazione di +1% dei tassi di mercato porterebbe approssimativamente a una diminuzione di ~38% del prezzo (e viceversa per una diminuzione dei tassi). In altri termini, il titolo è altamente sensibile ai movimenti dei tassi: piccoli cambi nel rendimento richiesto dal mercato producono variazioni percentuali di prezzo molto ampie.
A titolo di confronto, la duration di un tipico BTP decennale è intorno a 7–9, mentre qui siamo oltre 37, un valore eccezionalmente alto. La convessità (non riportata esplicitamente su Borsa Italiana) sarebbe anch’essa molto elevata dato il lunghissimo orizzonte: ciò implica che per variazioni di tasso più consistenti, l’aumento di prezzo per cali dei tassi supera in valore assoluto la diminuzione di prezzo per aumenti dei tassi (effetto convessità). In pratica, però, l’investitore subirebbe comunque forti perdite per rialzi anche moderati dei tassi, data la scala della duration.
La volatilità storica dei prezzi riflette questa sensibilità. Nell’ultimo anno il titolo ha oscillato tra un minimo ~29,40 e un massimo ~43,64 sul mercato[13]. Questo range >40% di escursione evidenzia quanto le quotazioni siano instabili: ad esempio, un calo dei tassi a inizio 2025 ha spinto il prezzo fino a €43,64, mentre successivi rialzi l’hanno fatto crollare sotto €30.
In confronto, titoli a più breve scadenza mostrano variazioni percentuali molto inferiori nello stesso periodo. La bassa cedola (0,85%) contribuisce alla volatilità: gran parte del valore del bond risiede nel rimborso finale lontanissimo, anziché in cedole periodiche sostanziose; quindi il prezzo dipende quasi interamente dall’attualizzazione di quel lontano rimborso, rendendolo molto sensibile al tasso di sconto.
Sintesi Rischio Tasso: il bond Austria 2120 è essenzialmente una scommessa sulla direzione dei tassi di interesse a lunghissimo termine. Un investitore che preveda un calo strutturale dei rendimenti (es. ritorno a condizioni di tassi zero o negativi) potrebbe aspettarsi forti plusvalenze da questo titolo (grazie all’elevatissima duration). Al contrario, in scenari di tassi in aumento anche modesto, il capitale investito può subire perdite significative, dato che pochi punti percentuali di rialzo dei rendimenti potrebbero dimezzare il prezzo. Si tratta quindi di un titolo con profilo rischio/rendimento molto pronunciato sul fattore tasso.
Liquidità e Trading sul MOT
Nonostante la scadenza remota, l’obbligazione Austria 2120 gode di una liquidità discreta sul MOT, facilitata dalla presenza di market maker e dall’interesse di investitori specializzati. I volumi medi giornalieri risultano nell’ordine di alcuni milioni di euro nominali scambiati. Ad esempio, il 12/11/2025 sono stati trattati circa 6.133.000 € nominali (in 145 contratti)[14], mentre il 18/11/2025 circa 2.597.000 € nominali (88 contratti)[15][16].
Questi dati indicano che il titolo viene negoziato quotidianamente con una certa vivacità, sebbene i volumi possano variare a seconda delle condizioni di mercato e dell’appetito degli investitori.
Anche lo spread denaro-lettera appare relativamente contenuto: tipicamente nell’ordine di pochi centesimi. Ad esempio, a metà novembre 2025 il book evidenziava denaro a €32,08 e lettera a €32,10, con uno spread di soli €0,02 (circa 0,06% del prezzo)[17]. Ciò è favorito dalla quotazione sul mercato regolamentato MOT, dove operatori specialisti assicurano liquidità in acquisto e vendita. Per un bond così particolare, uno spread così ridotto è segnale di un mercato efficiente e di una buona presenza di controparti disposte a negoziare.
Da notare che il taglio minimo di €1.000 permette anche a investitori retail di operare, ma viste le caratteristiche del titolo (rischio elevato, durata secolare) la liquidità è probabilmente alimentata soprattutto da investitori istituzionali o trader orientati a speculazioni sui tassi di lungo periodo. In ogni caso, la facilità di smobilizzo sul MOT è un punto a favore, in quanto l’investitore può uscire dalla posizione, se lo desidera, con relativamente poca penalizzazione in termini di spread.
Comparazione con altre Obbligazioni a Lunghissimo Termine (BTP 2067, BTP 2072, etc.)
Per contestualizzare il profilo dell’Austria 2120, è utile confrontarlo con alcuni titoli di Stato ultralunghi quotati su Borsa Italiana, come i BTP 2067 e BTP 2072. Questi BTP, pur avendo scadenze molto lontane (rispettivamente ~42 e ~47 anni residui), sono comunque ben più brevi rispetto al 2120 austriaco, e presentano caratteristiche differenti:
- BTP 2,8% Mar 2067 (IT0005217390) – Scadenza: 1º marzo 2067. Cedola: 2,80% annua, con pagamenti semestrali (1,40% a semestre)[18]. A novembre 2025 quotava ~€72,2 (per 100 nominali)[19], con un YTM lordo ~4,29%[20]. La sua duration modificata è intorno a 20,6[20], circa la metà di quella dell’Austria 2120, dato che ha vita residua più corta e cedola più alta. Nel 2025 il suo prezzo ha oscillato tra ~€67,4 e €77,7[21] (variazione di ~15%), una volatilità elevata ma inferiore a quella del titolo austriaco.
- BTP 2,15% Mar 2072 (IT0005441883) – Scadenza: 1º marzo 2072. Cedola: 2,15% annua, pagamenti semestrali (1,075% semestre)[22]. Quotazioni intorno a ~€60,1 a novembre 2025[23], con YTM lordo ~4,14%[24]. Duration ~23,1[25], quindi anch’essa sensibilmente più bassa di Austria 2120 ma più alta del BTP 2067 (essendo 2072 più lungo di 2067 e con cedola minore). Range di prezzo ultimo anno ~€55,5–64,8[26] (~17% di escursione).
Rendimento vs Rischio
I BTP ultralong offrono rendimenti lordi intorno al 4,1–4,3%, ben superiori al ~3,1% del titolo austriaco[20][24]. Questo spread di circa +1% riflette principalmente il maggiore rischio creditizio percepito sull’Italia rispetto all’Austria. Infatti, l’Austria gode di rating sovrani più elevati (area core dell’Eurozona) e quindi può finanziarsi a tassi più bassi anche su scadenze estreme. Tuttavia, il premio di rendimento dei BTP compensa parzialmente l’investitore per il rischio aggiuntivo e per la minore durata: pur avendo scadenze più ravvicinate, i BTP italiani rendono di più.
Struttura Cedolare
L’Austria 2120 paga una cedola annua dello 0,85%, molto bassa, il che implica un rendimento corrente (rapporto cedola/prezzo) di ~2,7%. I BTP 2067/2072 hanno cedole più alte (2,8% e 2,15% annuo rispettivamente), traducendosi in rendimenti correnti superiori (ad es. ~3,6% per il 2072, dato €2,15 su prezzo ~€60). Ciò significa che chi detiene i BTP riceve più flusso cedolare periodico rispetto al titolo austriaco, che invece offre solo 0,85€ all’anno per 100€ nominali. In compenso, le cedole più alte dei BTP attenuano leggermente la sensibilità al tasso (duration minore) perché una parte maggiore del valore ritorna all’investitore sotto forma di pagamenti prima della scadenza finale. Inoltre, i BTP pagano semestralmente, fornendo flussi di cassa più frequenti; l’Austria 2120 paga annualmente, ma questa differenza di frequenza incide marginalmente sul calcolo del rendimento effettivo (è più una questione di timing di cassa).
Volatilità Comparata
Come anticipato, Austria 2120 ha mostrato oscillazioni di prezzo più ampie in percentuale rispetto ai BTP lunghi. La maggiore duration spiega buona parte di questa extra-volatilità. Ad esempio, un movimento di 10 bp (0,10%) sui tassi di interesse a lungo termine impatta il prezzo Austria 2120 di circa 3,8%, mentre impatta il BTP 2072 di ~2,3% e il BTP 2067 di ~2,1% (in linea con i rapporti di duration ~38 vs 23 vs 20). Dunque, sebbene i BTP abbiano il loro rischio (anche legato allo spread creditizio Italia), per un investitore che guarda solo al rischio di tasso puro l’obbligazione austriaca è significativamente più volatile. Va aggiunto che i BTP ultralunghi sono titoli domestici italiani: essendo emessi dal Tesoro italiano, tendono ad essere più presenti nei portafogli locali e supportati dalla BCE in caso di programmi di acquisto, fattori che possono ridurre la volatilità relativa rispetto a un titolo estero extra-lungo come quello austriaco.
Liquidità a confronto
I BTP 2067 e 2072, beneficiando di un ammontare in circolazione maggiore (€10,6 mld e €6,9 mld rispettivamente, vs €2 mld dell’Austria 2120)[27][28], mostrano una liquidità ancora superiore. Ad esempio, il 10/11/2025 sul BTP 2072 si sono registrati 443 contratti per 26,48 milioni € nominali scambiati in un solo giorno[29] – volumi ben più alti di quelli tipici del titolo austriaco. Gli spread denaro-lettera dei BTP lunghi sono anch’essi di pochi centesimi dato il market making sul MOT e la vasta base di investitori domestici. Insomma, i BTP ultra-long risultano più trattati e facilmente negoziabili rispetto all’obbligazione Austria 2120, che rimane un titolo di nicchia.
Valutazione Complessiva e Indicazioni per Investitori
L’obbligazione Austria 2120 è un titolo estremamente peculiare, adatto solo a investitori pienamente consapevoli del suo profilo rischio-rendimento. Di seguito alcune considerazioni per diversi tipi di investitori e scenari:
✔️ Pro (Punti a favore)
– Duration elevatissima come strumento di allocazione: Per un investitore che si attende in futuro un significativo ribasso dei tassi di interesse (ad esempio per scenario deflattivo, recessione grave o nuovi interventi espansivi delle banche centrali), questo bond offre un’opportunità unica di capitalizzare tali movimenti. Un calo dei rendimenti di lungo termine potrebbe tradursi in forti guadagni in conto capitale (anche raddoppio/triplicazione del prezzo in scenari estremi di ritorno a tassi ~0%).
Nessun altro titolo quotato ha una leva così alta sui movimenti dei tassi.
– Bassa probabilità di default: Essendo emesso dalla Repubblica d’Austria, paese con rating molto alto e fondamentali solidi, il rischio di credito è ridotto. L’investitore può ragionevolmente attendersi che l’Austria onorerà il pagamento delle cedole e il rimborso nel 2120 (salvo eventi imprevedibili a orizzonte secolare). In altre parole, il rischio principale non è la solvibilità dell’emittente ma la variabilità dei prezzi di mercato nel frattempo.
– Diversificazione temporale: In un portafoglio obbligazionario diversificato, includere una piccola quota di un titolo con scadenza così lontana può offrire diversificazione in termini di orizzonte temporale. Il titolo reagisce in modo pronunciato ai trend di tasso a lungo termine, fornendo una sorta di “copertura” o esposizione direzionale che altri bond non danno. Ad esempio, in scenari di recessione dove i tassi crollano, l’Austria 2120 potrebbe salire molto compensando magari perdite altrove.
❌ Contro (Criticità e rischi):- Rischio di tasso estremo
È importante ribadire che questo bond può infliggere pesanti perdite se i tassi salgono. Per un investitore retail, ciò significa che il valore di mercato dell’investimento può variare enormemente nel tempo. Non è adatto a chi ha bassa tolleranza alla volatilità o orizzonti d’investimento brevi. Anche un investitore istituzionale (fondi, assicurazioni) deve considerare l’impatto sul mark-to-market: una salita dei rendimenti di pochi decimi di punto percentuale potrebbe far scendere il valore in bilancio del titolo di decine di punti percentuali.-
– Orizzonte di rimborso non rilevante per molti investitori: Il 2120 è oltre la durata della vita della maggior parte degli investitori odierni. In pratica, chi compra questo bond lo fa sapendo che probabilmente non lo porterà a scadenza, ma lo rivenderà ben prima. Ciò lo rende più uno strumento di trading/speculazione sui tassi che un investimento da “buy and hold” per cedole e rimborso finale. Un investitore retail tradizionale, che magari punta a incassare cedole periodiche o a riavere il capitale a scadenza per esigenze future, non troverebbe razionale tenere un titolo che scade tra 95 anni.
– Cedola esigua – basso reddito corrente: Con uno yield corrente sotto il 3% e una cedola di appena 0,85€ all’anno (per €100 nominali), il bond offre poco flusso di cassa. Per un investitore che cerchi reddito periodico, questo titolo è deludente: la maggior parte del rendimento atteso è nel capital gain potenziale (e quindi incerto). In scenari di tassi stabili, l’investimento rende poco in cedole e il prezzo resterebbe stagnante (lento avvicinamento alla parità in 95 anni). Al contrario, BTP e altri bond lunghi offrono cedole più ricche nell’attesa.
– Valutazione complessa e incertezza scenari: Proiettarsi su un orizzonte di quasi un secolo comporta enorme incertezza (dinamiche di inflazione, evoluzione economica, cambi di regime monetario). Anche per analisti e gestori, stimare un fair value di un titolo a 100 anni è difficile e soggetto a errori. Piccole variazioni nelle aspettative di inflazione a lunghissimo termine o nel premio per la duration possono modificare sensibilmente il prezzo teorico. L’investitore deve essere conscio che sta operando su una parte molto lontana della curva dei rendimenti, dove le stime sono poco affidabili.
Indicazioni per Investitori Retail: Questo bond non è adatto alla maggior parte dei risparmiatori individuali. Può avere senso solo per quelle persone con solida conoscenza finanziaria che vogliano scommettere su un significativo ribasso dei tassi a lungo termine, disponendo di capitale che possono permettersi di immobilizzare/esporre a forte rischio. In un portafoglio retail bilanciato, l’Austria 2120 dovrebbe rappresentare al più una quota molto piccola e opportunistica, data l’elevata volatilità. Ad esempio, un investitore retail potrebbe destinarvi una minima parte (<5%) del portafoglio obbligazionario, trattandola quasi come un derivato sui tassi (senza leva, ma con effetto leva intrinseco via duration).
Chi invece cerca investimenti sicuri per obiettivi prevedibili (pensione, acquisto casa, ecc.) dovrebbe stare alla larga da questo titolo: l’incertezza è troppo elevata e la scadenza irrilevante per bisogni finanziari concreti nei prossimi decenni. Inoltre, va considerato che in scenari avversi (tassi in salita) si rischia di dover vendere il titolo in perdita significativa; pertanto occorre poterlo mantenere anche a fronte di drawdown marcati, in attesa di eventuali miglioramenti del mercato.
Indicazioni per Investitori Istituzionali: Alcuni istituzionali con passività di lunghissimo termine (es. fondi pensione “perpetui”, assicurazioni vita con impegni molto prolungati) potrebbero trovare utilità in un titolo a 100 anni per matchare le duration delle loro passività. Tuttavia, nella pratica anche questi investitori tendono a limitare l’impiego di titoli così lunghi, preferendo eventualmente swap sui tassi per estendere la duration oltre un certo punto. Più realisticamente, l’interesse istituzionale sull’Austria 2120 è da parte di fund manager obbligazionari specializzati o hedge fund macro che vogliono prendere posizione sul segmento a lunghissima scadenza.
Per tali investitori, il bond offre uno strumento liquido su mercato regolamentato per esprimere view su tassi futuri o curvature della curva. Ad esempio, in un contesto di aspettative di recessione e taglio dei tassi BCE, un gestore può acquistare Austria 2120 per massimizzare la sensibilità positiva ai cali di rendimento. Viceversa, può vendere/shortare questo titolo (nei limiti della disponibilità) se si attende pressioni al rialzo sui tassi reali di lungo periodo. In portafogli istituzionali tradizionali (es. fondi obbligazionari core), probabilmente l’Austria 2120 rientra solo marginalmente, dato che i mandati di gestione raramente consentono di prendere rischi così elevati su singoli titoli; più facile vederlo in portafogli satellite o in approcci total return flessibili dove il gestore ha ampio margine di manovra.
Scenari di Tasso – Sintesi
– Scenario “tassi in aumento”: se l’inflazione dovesse risultare persistente o le banche centrali mantenere politiche restrittive, i rendimenti obbligazionari potrebbero salire ulteriormente. In tale scenario, Austria 2120 subirebbe forti ribassi di prezzo.
Ad esempio, un aumento di 50-100 bp del rendimento a lunga scadenza potrebbe facilmente far scendere il prezzo di un ulteriore 15-30+%. Diventerebbe uno degli strumenti più penalizzati del mercato obbligazionario. Chi lo detiene dovrebbe essere pronto a vedere perdite (sulla carta) molto ampie e a tenere duro oppure tagliare la posizione per limitare il danno.- Scenario “tassi in calo”: se invece l’inflazione calasse e la politica monetaria tornasse accomodante, i rendimenti a lungo termine potrebbero scendere. Austria 2120 sarebbe tra i maggiori beneficiari: il prezzo potrebbe risalire vigorosamente.
Ad esempio, un ritorno a rendimenti di area 2% (ancora ben sopra i minimi storici) implicherebbe un aumento prezzo di decine di punti (ipoteticamente da ~31 € verso 50-60 €). In scenari estremi di tassi quasi zero, il titolo potrebbe avvicinarsi alla pari o anche superarla, generando performance notevolissime. Pertanto, per chi avesse convinzione in uno scenario di questo tipo, detenere Austria 2120 offrirebbe un upside difficilmente replicabile con altri strumenti a reddito fisso.
Idoneità in un Portafoglio Diversificato: In una asset allocation bilanciata, l’obbligazione Austria 2120 può essere vista come un componente satellite altamente speculativo. Non svolge il ruolo classico di “sicurezza a reddito fisso a basso rischio” – anzi, il suo comportamento è più simile a quello di un titolo a lunga scadenza zero-coupon con leva sulla curva dei tassi. Potrebbe avere senso inserirla in portafoglio in misura piccola per chi voglia aumentare la duration media dell’obbligazionario senza usare derivati, o per aggiungere una posizione decorrelante in scenari deflattivi. Tuttavia, bisogna bilanciarla con asset più stabili: ad esempio, affiancare questa obbligazione con bond a breve termine o inflation-linked potrebbe mitigare il rischio aggregato.
In conclusione, l’Austria 2120 è un bond fuori dall’ordinario: offre un rendimento moderato rispetto ai rischi, ma è unico nel fornire un’esposizione ai tassi di lunghissimo periodo. Per un investitore retail medio, le criticità (volatilità estrema, orizzonte lontanissimo, cedola bassa) superano i potenziali benefici, salvo non si abbia una forte view macro sui tassi. Per un investitore istituzionale o sofisticato, può rappresentare un tassello di strategia attiva sul curve play o un elemento di costruzione della duration. Come sempre, la decisione di investimento dovrebbe tenere conto degli obiettivi temporali, della tolleranza al rischio e della visione sui tassi: questo titolo premia chi indovina la direzione di lungo termine dei rendimenti, ma punisce severamente chi si trova dal lato sbagliato della scommessa. In ottica di portafoglio diversificato, va maneggiato con cura e parsimonia, consci che si ha a che fare con il “centenario” dei bond – affascinante ma impegnativo.
Fonti dati:
Tutti i dati tecnici, di mercato e di rendimento citati provengono da Borsa Italiana (MOT)[30][7][31][24], sezione obbligazioni, schede titolo e listini ufficiali per Austria 2120 e i BTP 2067/2072. Le considerazioni e analisi sono sviluppate sulla base di tali dati di mercato[13][14] e delle caratteristiche intrinseche dei titoli.
[1] [2] [3] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [15] [16] [30] Austria Tf 0,85% Gn2120 Eur quotazioni in tempo reale | AT0000A2HLC4 – Borsa Italiana
[4] Euro Bonds – Quotes – Borsa Italiana
https://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/euro-obbligazioni/lista.html?lang=en
[14] [17] Dati Finanziari Completi del Euro Obbligazione Austria Tf 0,85% Gn2120 Eur – Borsa Italiana
[18] [19] [20] [21] [27] [31] Btp Tf 2,8% Mz67 Eur quotazioni in tempo reale | IT0005217390 – Borsa Italiana
https://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/btp/scheda/IT0005217390.html?lang=it
[22] [23] [24] [25] [26] [28] [29] Btp Tf 2,15% Mz72 Eur quotazioni in tempo reale | IT0005441883 – Borsa Italiana